Perché il Colosseo è parzialmente crollato?
Quando osserviamo il Colosseo di Roma, la prima cosa che colpisce è il suo aspetto maestoso, ma incompleto. La parte sud, quella aperta e fratturata, racconta una storia diversa rispetto al lato nord, ancora integro. La domanda è naturale: il Colosseo è parzialmente crollato… ma perché? Non si tratta di un unico evento drammatico, bensì del risultato di una lunga catena di cause naturali e interventi umani. Terremoti devastanti, incendi, saccheggi e secoli di incuria hanno giocato tutti un ruolo importante. Eppure, nonostante tutto, il Colosseo continua a imporsi sull’orizzonte romano come simbolo di resistenza e memoria. In questo articolo, andiamo a scoprire cosa ha davvero portato al suo stato attuale.

Le forze naturali che hanno danneggiato il Colosseo
Il principale responsabile del crollo parziale del Colosseo è il terremoto del 1349. Questo evento sismico, uno dei più forti nella storia di Roma, causò il cedimento di buona parte del lato sud dell’anfiteatro. Il motivo? Il Colosseo poggia su due tipi di terreno: quello nord, più stabile e vulcanico, e quello sud, composto da sedimenti alluvionali, molto più instabili durante un sisma. La differenza geologica ha amplificato i danni su un solo lato.
Ma non fu solo il terremoto del 1349. Il Colosseo è stato colpito da almeno altri sei eventi sismici significativi nel corso dei secoli, tra cui quelli dell’851, 1231 e 1703. Ogni scossa ha contribuito a indebolire la struttura già provata, facendo crollare archi, colonne e parti della facciata. Anche piccoli terremoti hanno provocato danni minori ma costanti, soprattutto a causa della fragilità crescente dei materiali. È interessante notare come un incendio precedente (quello del 217 d.C.) potrebbe aver reso il Colosseo più vulnerabile: il calore intenso può compromettere la resistenza di pietre e malta. Così, il tempo, la geologia e la natura hanno fatto il loro corso, modellando lentamente ma inesorabilmente il volto del Colosseo.
Il saccheggio e il riuso dei materiali
Oltre ai danni naturali, una delle cause più significative del deterioramento del Colosseo è stato il saccheggio sistematico dei suoi materiali. Dopo il terremoto del 1349, molti romani videro nel Colosseo una cava a cielo aperto, utile per ricostruire palazzi, chiese e altri edifici. Le enormi pietre di travertino vennero staccate e riutilizzate, finendo persino in luoghi iconici come la Basilica di San Pietro o il Palazzo Venezia.
Il Colosseo, costruito con un’ingegneria avanzata in cui ogni elemento contribuiva alla stabilità dell’intera struttura, subì gravi danni quando le grappe metalliche che tenevano insieme i blocchi furono estratte o forzate, provocando un ulteriore indebolimento. Quei buchi che si possono vedere ancora oggi, infatti, sono proprio i punti in cui venivano inserite le grappe romane, esattamente in corrispondenza delle giunture fra i blocchi: rimuoverne anche soltanto una parte significava compromettere la solidità complessiva dell’edificio. Nel Medioevo, queste grappe furono smontate e fuse per il riutilizzo in altri cantieri, lasciando quelle caratteristiche cavità visibili ancora oggi sulle pareti del monumento.
Durante il Medioevo, il Colosseo venne persino usato come luogo di sepoltura o modificato con costruzioni interne, come una cappella. È la testimonianza di come i cambiamenti culturali e le esigenze pratiche abbiano inciso tanto quanto i disastri naturali. In fondo, il Colosseo è crollato anche a causa dell’indifferenza umana verso il suo valore storico. E solo nei secoli più recenti si è iniziato a trattarlo come un monumento da proteggere e non più come una riserva di materiali.
Perché il Colosseo si chiama così?
L’incendio del 217 d.C.
Se vogliamo capire davvero perché il Colosseo è parzialmente crollato, dobbiamo tornare indietro nel tempo, molto prima dei terremoti e del saccheggio. Nel 217 d.C., un fulmine colpì il Colosseo provocando un incendio devastante che danneggiò in modo significativo l’interno della struttura, soprattutto i livelli superiori in legno. Questo evento segnò uno spartiacque, perché costrinse a lunghi lavori di restauro e lasciò il monumento parzialmente inutilizzabile per anni.
Anche se in seguito furono fatte riparazioni, l’incendio potrebbe aver innescato un lento processo di degrado. Il calore estremo può alterare la composizione delle pietre e della malta, rendendo le strutture meno elastiche e quindi più vulnerabili alle sollecitazioni meccaniche. Inoltre, non tutte le parti danneggiate furono ricostruite con gli stessi materiali e metodi originali. Alcune sezioni vennero lasciate a metà, altre adattate o rinforzate in maniera provvisoria.
L’incendio non solo indebolì la struttura, ma contribuì anche a cambiare il modo in cui il Colosseo veniva percepito: da teatro degli spettacoli a rovina da rattoppare, o in certi casi, abbandonare. Questa fase di transizione fu fondamentale per capire come, nei secoli successivi, la struttura potesse diventare così fragile e così facilmente vittima degli eventi naturali e dell’uomo.
Un monumento sopravvissuto alla storia
In sintesi, il Colosseo è parzialmente crollato per una combinazione di eventi catastrofici e azioni umane. I terremoti, in particolare quello del 1349, sono stati decisivi nel determinare il suo crollo strutturale. Ma non sono stati gli unici responsabili. L’incendio del 217 d.C. ha avuto un impatto iniziale molto forte, indebolendo la struttura dall’interno. A questo si aggiungono secoli di saccheggi, incuria, modifiche architettoniche non sempre appropriate e l’inesorabile passare del tempo.
Il Colosseo è la prova tangibile che nulla è eterno, ma anche che ciò che è ben costruito può sopravvivere alle peggiori prove. Nonostante le sue “ferite”, continua a dominare Roma, attirando milioni di visitatori ogni anno. È un’icona della grandezza e della caducità dell’Impero Romano, un richiamo costante alla necessità di proteggere ciò che il passato ci ha lasciato. In fondo, il Colosseo è più di un rudere: è una lezione di storia fatta pietra.
Se vuoi approfondire le ragioni del parziale crollo del Colosseo, puoi consultare l’articolo di Focus che analizza cause storiche e strutturali. Per scoprire come alcuni terremoti storici abbiano contribuito al danneggiamento del monumento, visita il sito della Protezione Civile Italia.

